sabato 24 dicembre 2011

Una donna truccata è considerata più affidabile

Il trucco non contribuisce soltanto a rendere una donna più bella agli occhi degli altri, ma influisce anche sul giudizio che quella donna sarà capace di ottenere in ambito personale o sociale.

La psicologa britannica Rebecca Nash, dell'Università del Buckinghamshire, ha dimostrato che le donne truccate vengono implicitamente considerate più sane e più degne di fiducia rispetto a quelle non truccate.

Il fatto di essere considerata più affidabile oppure più socievole spiegherebbe il motivo per cui la maggior parte delle persone decidono di confidarsi con le persone truccate.

Robert Pellegrini, psicologo della San Jose State University, negli Stati Uniti, ha dimostrato insieme ai suoi colleghi che alcune persone (sia uomini che donne), durante una conversazione con una persona sconosciuta tendevano a confidare un maggior numero di informazioni relative alla propria vita privata quando parlavano con una donna truccata.

Lo stesso avveniva anche quando conversavano con un uomo, purchè fosse leggermente truccato.

Ecco dunque un effetto davvero inatteso del make-up: fa sciogliere la lingua.




Notizia tratta da: "I trucchi del trucco", di Nicolas Gueguen - su Mente & Cervello, febbraio 2009

giovedì 15 dicembre 2011

La zona più erogena per la donna? Il cervello

Non ci può essere un rapporto sessuale appagante se non viene coinvolta anche la mente.

Il desiderio, infatti, nasce nella zona più antica dell'encefalo, il sistema limbico, che raccoglie i segnali provenienti dai cinque sensi (un odore, un bacio, una carezza o un'immagine) e dà inizio alla produzione di dopamina, il neurotrasmettitore responsabile (fra l'altro) dell'eccitazione e del desiderio sessuale.

Ovviamente esistono differenze nei due sessi, anche a livello cerebrale, che si traducono in modi diversi di vivere i preliminari.

Per esempio, il cervello femminile ha un maggior numero di neuroni nella zona che presiede al linguaggio rispetto a quello maschile.

Questo, secondo la sessuologa Roberta Giommi, fa sì che la donna consideri il sesso come una modalità di comunicazione.

"Le donne hanno bisogno di una cornice, fatta di baci, carezze e parole, dentro la quale racchiudere l'atto sessuale", dice la Giommi...

"mentre gli uomini, essendo più diretti e meno comunicativi, risultano anche meno sentimentali. Per loro l'atto sessuale è già corteggiamento".

Antropologicamente poi, al maschio è stato sempre imposto di avere una buona prestazione sessuale che, secondo il senso comune, consiste nel far raggiungere l'orgasmo alla compagna, senza soffermarsi troppo sul "resto".

Mentre, come abbiamo visto, il "resto" è il presupposto essenziale del piacere femminile.

A ben guardare, però, oggi questo divario si è accorciato: gli uomini, infatti, dedicano più tempo ai preliminari e le donne hanno cominciato ad essere più attive e coinvolte anche durante la penetrazione.


Fonte notizie: BeneFit  ottobre 2003

martedì 13 dicembre 2011

Marito perfetto? Meglio bruttino

Uno studio dell'Università del Tennessee, pubblicato sulla rivista "LiveScience", ha dimostrato che se l'uomo è brutto il matrimonio funziona meglio.

Secondo l'indagine realizzata da James McNulty, le donne tenderebbero a sposare uomini meno belli di loro, e questi matrimoni funzionano meglio.

Il gruppo di ricerca statunitense ha studiato l'andamento del matrimonio di 82 coppie tra i 20 e i 25 anni che erano insieme da almeno tre anni prima di sposarsi.

Circa un terzo delle coppie era composto da una moglie più attraente, un altro terzo da un marito più bello, mentre nel restante terzo la bellezza dei due partner si equivaleva.

E' emerso così che il matrimonio funzionava meglio quando la moglie era la più bella dei due.

Secondo Dan Ariely, professore di comportamento economico al MIT di Boston interpellato dalla rivista, per le donne non è tanto l'attrattiva fisica a essere importante, quanto piuttosto la certezza che il loro compagno sia in grado di sostenerle.


Fonte notizie: Mente  Cervello Luglio 2008

venerdì 9 dicembre 2011

L'attrazione è nello sguardo

Lo sguardo magnetico di
Ian Somerhalder
A far colpo sulle donne non sono i muscoli, ma lo sguardo.

Lo rivela un sondaggio a cavallo tra la fine del 2009/primi 2010, secondo il quale per il 40% delle donne single la parte più sensuale di un uomo sono gli occhi.

Le più sanguigne, che a sorpresa stanno al Nord e non al Sud, puntano sul fondoschiena: il 37% delle donne settentrionali lo considera la miglior arma di seduzione maschile, contro il 35% delle donne del Centro e il 28% di quelle meridionali.

Le donne più sofisticate tra le parti del corpo maschile prediligono le spalle (16%), la bocca (11%) e le mani (7%).

In fondo, però, quello che più attrae è il modo di fare: per il 67% delle donne è preferibile avere al fianco un uomo affascinante piuttosto che un partner considerato esteticamente bello.

Ma quando un uomo è affascinante?
Per il 38% delle donne quando è sicuro di sé, per il 32% quando è galante, per il 22% quando è misterioso.

Solo per l'8% delle donne il fascino coincide con la bellezza esteriore.

Ho scritto queste cose nel mio libro ed anche su questo stesso blog, molto tempo fa.

Oggi, anche le ricerche lo confermano.

Giancarlo Fornei
Formatore Motivazionale, Scrittore & Mental Coach
"Il Coach delle Donne"

Autore di: Cosa vogliono le donne?


Fonte notizie: Viversani & belli, 8 gennaio 2010

giovedì 8 dicembre 2011

Tatto: le dita piccole sono più sensibili

Superiorità femminile almeno per quanto riguarda il tatto.

Uno studio canadese pubblicato sul "Journal of neuroscience" dimostra, infatti, che avere dita piccole equivale a una sensibilità maggiore al tocco.

La ricerca ha rivelato che su un campione di 100 studenti, i giovani con dita minute (prevalentemente di sesso femminile) percepivano già dal primo tocco anche le più minute pieghe di un foglio.

Il motivo?

I recettori di senso sono più vicini tra loro e permettono di percepire meglio gli stimoli esterni.



Fonte notizie: Viversani e Belli, 8 gennaio 2010

mercoledì 7 dicembre 2011

La pigrizia fa vivere di meno

Chi lo avrebbe mai detto?
Si può morire anche di pigrizia.
In guardia, allora, tutti gli amanti del divano e i nemici dello sport, perchè, stando ai dati contenuti nell'ultima relazione sullo stato di salute del nostro Paese, nel 2002 sono decedute per questo motivo ben 28 mila persone, e precisamente 77 italiani al giorno.

- Gli esperti lanciano l'allarme e invitano a non sottovalutare il problema: l'inattività fisica, come confermano anche i dati Istat relativi al 2008, riguarda il 40,2% della popolazione dai 3 anni di età in su.
Le più pigre sono le donne (45% contro il 35,3% degli uomini), seguite dai bambini e dagli adolescenti: uno su 4 tra i 6 e i 17 anni fa soltanto un'ora alla settimana di sport.
La mancanza di esercizio fisico è spesso responsabile di invalidità e morte prematura e sottrae il 3,1% degli anni di vita in buona salute.

- I giovani più sportivi, invece, secondo quanto indica uno studio dell'università della California del Sud e di quella svedese di Gothenburg pubblicato su "Pnas", hanno migliori capacità intellettive e maggiori prospettive di successo nel lavoro.

Fonte notizie: Viversani e Belli 8 gennaio 2010